La Cgil, presidio di democrazia contro la barbarie - di Giacinto Botti

Il congresso della CGIL è iniziato. E’ il momento più alto e significativo della vita e della prospettiva dell’organizzazione; non può essere vissuto come un atto burocratico o un appuntamento di routine. Mai come oggi, a fronte di uno scontro globale tra capitale e lavoro dinanzi ai cambiamenti politici e sociali avvenuti in Europa, a fronte di una sconfitta di dimensioni storiche della sinistra italiana in favore di una destra xenofoba, razzista e sovranista che ha conquistato il consenso sociale e il voto di una parte consistente del mondo del lavoro, abbiamo bisogno di un congresso innovativo, partecipato, capace di coinvolgere gli iscritti, i delegati facendoli sentire protagonisti in un’organizzazione democratica nella quale il pluralismo delle idee, il confronto programmatico siano risorse vitali.

Lavoro-Società - Per una CGIL unita e plurale ha contribuito a costruire, com’è nella storia della sinistra sindacale, il documento congressuale “Il lavoro è”, attraverso il contributo preparatorio firmato da oltre 700 iscritti e con gli emendamenti consegnati alla commissione politica.

La CGIL si fonda sui principi e i valori della Costituzione, vive della partecipazione militante dei suoi iscritti e dell’esercizio della contrattazione; è la risposta collettiva non corporativa ai bisogni, alle ansie, alle condizioni materiali che vivono milioni di persone, per rimettere al centro il lavoro.

La perdita di connessione tra sinistra e lavoro, la distanza dalle condizioni materiali dei lavoratori che ha prodotto una sconfitta storica. Noi non ci rassegniamo all’imbarbarimento della società, all’indifferenza di fronte alla morte di migliaia di migranti in mare non accettiamo la criminalizzazione delle ONG, la chiusura dei porti e la guerra tra poveri. La CGIL è un presidio di democrazia, di solidarietà e di coesione tanto più importante ora, che sta montando un’onda nera da contrastare su tutti i fronti: politici, valoriali e sociali.


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