Una lettura organica, o forse no, dei movimenti giovanili - di Andrea Montagni

A margine dei lavori dell’Assemblea generale della FILCAMS CGIL a Roma, il compagno Nando Simeone mi ha dato copia della sua ultima fatica: 1968: la rivolta necessaria, edito all’inizio di questo anno dalle edizioni Redstarpresse con la prefazione di Checchino Antonini. Mi sono impegnato con lui a recensirlo su queste pagine.

Per chi non lo conoscesse Nando Simeone è il coordinatore nazionale dell’area di opposizione “il sindacato è un’altra cosa” in FILCAMS CGIL e ha alle spalle una lunga esperienza politica iniziata nel movimento della Pantera nel 1990, per approdare sui banchi del Consiglio provinciale di Roma eletto allora per il PRC.

Appena avuto il libro tra le mani e trovato un attimo di tempo, ho iniziato la lettura e lì per lì mi sono trovato in grande difficoltà: il 1968… non è un testo organico e tradisce le aspettative del lungo sottotitolo del frontespizio che recita “controstoria dei movimenti giovanili in Italia, (…) perché sono destinati a svolgere un ruolo decisivo sulla scena del conflitto sociale”.

In realtà è l’insieme di uno studio sulla Università italiana e le sue modificazioni dal 1968 ad oggi, nel quale si riflette interamente il punto di vista del Movimento della pantera nella ricostruzione degli anni precedenti e sugli esiti del lento inesorabile processo di privatizzazione del sapere e della ricerca, operato con l’affermazione della autonomia dei singoli Atenei e il superamento dell’Autonomia sistemica della Università; di un per me confuso saggio antropologico e sociologico sulla condizione giovanile e una parte larghissima dedicata alla descrizione dei movimenti studenteschi assunti come punto di riferimento di una politica alternativa (o a tentativi di individuare una politica alternativa) a quella della sinistra riformista.

Nonostante il notevole sforzo di sistematicità e i continui richiami dottrinari ai teorici del marxismo rivoluzionario, Trotzky in primo luogo, a Lenin, a Gramsci, a Ernesto Che Guevara, un testo eclettico sul piano teorico che immagino rifletta le acquisizioni di quella corrente del troskismo internazionale nella quale Nando milita con altri compagni.

L’abitudine, presa in anni ormai l lontani quando lavoravo nella Biblioteca dell’Università di Firenze, di spulciare diligentemente i libri oltre il testo per poter compilare eventuali schede di spoglio, mi ha portato a leggere le due pagine di ringraziamenti che precedono indice e bibliografia, pagine che di solito chi acquista un libro non legge (come la bibliografia pure utilissima).

Nando Simeone scrive: “Il 6 dicembre 2016 ho subito un grave incidente. (…) Ne sono uscito vivo, pur riportando gravi conseguenze, sia dal punto di vista fisico che da quello mentale, considerando che non ricordavo più assolutamente nulla (…). Scriverlo [il libro, ndr] ha avuto anche un valore terapeutico perché, grazie a questo lavoro, ho dovuto compiere lo sforzo necessario a recuperare la memoria politica e personale che avevo quasi del tutto smarrito dopo l’incidente”.

Dunque. Il libro è la ricostruzione in divenire di un processo formativo, dallo psicologo che riflette sulla condizione giovanile anche con alcune ingenuità, al militante che analizza con le armi della critica il rapporto tra istruzione, formazione, cultura e privatizzazione capitalistica del sapere, ricostruendo il processo di privatizzazione dell’Università da Ruberti a Berlinguer (Luigi), alla Gelmini; sempre del militante che rivendica e ricostruisce la storia dei movimenti di contrasto e cerca di inserirli in un contesto sociale più vasto; per concludersi con l’affermazione di una linea organica interpretativa della lotta di classe nel nostro paese.

In questo sforzo volitivo stanno sia la forza che la debolezza de Il 1968… Nando Simeone è perfettamente consapevole che pubblicandolo non avrebbe soltanto riscosso il plauso dei suoi compagni e dei suoi estimatori e l’attenzione di quanti vogliono conoscere il punto di vista di un protagonista coevo dei movimenti studenteschi degli ultimi 25 anni, ma anche la critica militante di chi rivendica un altro approccio di analisi, di studio e di militanza, sia pure per molti versi comune e/o parallela.

[Nando Simeone, 1968 la rivolta necessaria: Controstoria dei movimenti giovanili in Italia; quando nascono, come si organizzano, perché sono destinati ad un ruolo decisivo sulla scena del conflitto sociale, Roma, 2018, pp. 172, ill., euro 15,00]


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